LE LINEE GUIDA


Casa Famiglia vuole essere:


1. Il luogo dell’accoglienza, dell’ascolto, della “tenerezza e della fermezza” materna e paterna, vissute nella quotidianità. Le donne hanno l’opportunità di riprendere il loro vissuto a partire dalla più tenera età: le accompagniamo a scoprire e valorizzare le loro potenzialità, assumendo conseguentemente le proprie funzioni e responsabilità;


2.Il luogo del recupero dei nodi problematici e della ricollocazione nella storia, nell’ ambiente sociale, nella famiglia di origine: il momento della maternità e della relazione con i propri figli spesso porta con sé e fa riaffiorare il vissuto e la sofferenza, le carenze ed i “buchi relazionali” sperimentati dalle donne-mamme;

3.Il luogo della valorizzazione e dell’accettazione della diversità. Viene dato valore alla diversità, intesa come capacità ad accogliere ogni persona nella sua specificità: a partire dall’età, dalle esperienze vissute, dalle competenze e dai valori di cui ogni persona è portatrice. Consapevoli delle diversità di ruolo e personali di cui sono portatori gli stessi operatori e famigliari;

4.Il luogo dove appare fondante la dimensione della tutela e della promozione della persona, in un rapporto educativo-formativo dei bambini con le loro mamme, le quali più precisamente scopriranno di trovarsi impegnate su un duplice fronte auto-educativo ed etero-educativo;

5.Il luogo della protezione dei più piccoli in attesa che le loro mamme, ed eventualmente i loro papà, abbiano ritrovato o trovato (perché mai avuto) un certo benessere psico-fisico-relazionale; Casa famiglia vuole essere luogo in cui si pone la massima attenzione allo stato di salute globale dei bambini attivando dove e se necessario gli opportuni sostegni, permettendo loro di crescere all’interno di relazioni che rispettino la “giusta distanza” dagli adulti. Distanza che consente un’autonomia psico-fisica-relazionale;

6.Il luogo in cui si elabora e si attua il “progetto personale” in accordo con i servizi invianti, e sempre a partire dal sentire e dalla volontà della persona interessata. Ciò avviene in seguito alla individuazione di risorse personali ( sociali, culturali, economiche, ecc.) delle mamme e dei bambini, rispettando i ritmi e i tempi di ogni singolo individuo.

7:Il luogo in cui si valorizzano i legami con i diversi componenti della famiglia d’ origine, dove possibile. È importante tenere sempre presente che le persone accolte nella nostra Casa lasciano all’esterno qualcuno, qualcosa: una storia e delle abitudini ben consolidate, forse una casa e degli oggetti; i bambini “lasciano i loro papà” e a volte i loro nonni ed amici. In qualche modo, durante questo percorso, devono e/o possono imparare a dare significato a quello che hanno lasciato fuori, vedere cosa si può recuperare e/o “perdonare”;

8:Il luogo dell’apprendimento e della trasmissione, partendo dalla consapevolezza che le mamme per prime devono fare esperienza di legami significativi, di accoglienza, di cura, di ascolto;

9.Il luogo dell’ equilibrio” tra il soggetto e gruppo comunitario.
È importante rendere significativo ogni momento della giornata e trasmettere quanto sia utile e fattibile imparare a parlarsi e a rispettarsi. “La nostra libertà termina dove inizia la libertà dell’altro”. È fondamentale osservare , gestire e sostenere quotidianamente le dinamiche relazionali che si sviluppano all’interno del gruppo, ponendo particolare attenzione ai rapporti adulto - minore, adulto - adulto, minore – minore;
10.Il luogo, infine, di apertura delle persone ospiti al territorio, favorendo sia momenti di incontro all’interno della struttura sia la partecipazione alle attività e alle relazioni promosse dal territorio stesso, consentendo così di allacciare costruttivi rapporti interpersonali e sviluppando la capacità di usufruire delle opportunità offerte a tutti i cittadini. È necessario trasmettere il concetto fondamentale che la vita vissuta all’interno di Casa Famiglia deve essere una parentesi della loro vita.

Per ulteriori approfondimenti consulta la “Carta dei Servizi”.